21: Film sul Blackjack

a storia vera di un gruppo di cervelli del MIT (massachusetts institute of technology) , che ha colpito Las Vegas con una vincita ottenuta ai tavoli di blackjack prima che la sicurezza del casinò se ne accorgesse, questa è una grande idea per un film, ma non un grande film.

In sostanza, aderisce al modello sempreverde dei ragazzi in missione, con studenti difficili, Ben (Jim Sturgess, leggero ma passabile) temendo che sarà tagliato fuori dalla Harvard Medical School. Egli è attratto dal professore di matematica, Rosa (Kevin Spacey, urbano ma banale), in una unità di guerriglia dei suoi migliori studenti pronti ad assalire i tavoli di tessuto: la sua tesi è che il ventuno è un semplice gioco, e ricordando quali carte sono state giocate, dai a te stesso una maggiore possibilità di sapere quando ritirarti o provare.

Le prospettive sembrano buone per il resto del film, in questa fase, ma la delusione prende il sopravvento con la realizzazione che tutto sta per essere lanciato ad un pubblico di preadolescenti, appianando potenzialmente succosi dilemmi morali e dando buonsenso all’esperienza di Vegas che fa aumentare il palpito in un’anodina ostentazione.

In realtà, c’è qualcosa di piuttosto pernicioso nel modo in cui il film va in estasi sulle torreggianti fiches, suites super lussuose ed un’incipiente febbre del gioco d’azzardo, come per attrarre i telespettatori troppo giovani per essere ammessi a queste stesse istituzioni; tutti ciò difficilmente ci manda il messaggio che l’amicizia è un premio maggiore che il solo denaro.

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